© Casa Wallace

Le quattro stagioni del nostro vigneto biodinamico

Inverno

Quando la vendemmia è finita, le foglie sono caute e la fotosintesi si arresta, comincia il lavoro invernale: la potatura. Utilizziamo il sistema Guyot singolo, in cui si pota tutto ad eccezione di un viticcio. I germogli che nascono sul ramo diventeranno i grappoli per la prossima vendemmia quelli del fusto diventeranno nuovi germogli. La potatura prepara così le uve per la stagione successiva.

Primavera

Quando il clima comincia a riscaldarsi, la linfa riprende a scorrere nei viticci e fanno la loro comparsa i primi timidi germogli. Le colture di protezione crescono e tra le vigne sboccia la vita. Per tutta la prima vera, la crescita su noterà a occhio nudo, giorno dopo giorno.

Estate

I mesi estivi sono spesso quelli che determinano la qualità della vendemmia. Estati clade e soleggiate producono grappoli pieni e succosi, con un sapore che riempie la bocca. Le estati piovose producono invece annate con un minor contenuto di zuccheri.

Autunno

Autunno vuol dire vendemmia. Nell’aria si respira l’entusiasmo: si tirano fuori cesoie e ceste e arrivano gli amici a dare una mano. La vendemmia è il culmine di un anno di fatiche piene d’amore nel vigneto. Già dalla fine dell’estate stiamo assaggiando i grappoli e testando i gradi Brix, un indicatore della concentrazione di zuccheri che a sua volta determina il potenziale contenuto di alcol. Oltre misurare i livelli, assaggiare, e metterci un po’ del nostro intuito, pianifichiamo la vendemmia in allineamento con i cicli lunari, in modo da tenerla in un giorno ideale per la raccolta di frutta e ottenere un raccolto più vivace e ricco di sapore. Tra i filari vengono piantate in alternanza coltivazioni di protezione, che aiutano a fissare l’azoto nel terreno. Dopo la vendemmia, le foglie d’uva assumono sfumature brillanti d’oro, arancio e rosso. Una volta colti i grappoli, le radici delle viti sperimentano una crescita imponente e assorbono grandi quantità di nutrienti da immagazzinare per l’inverno.

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